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Home The Land's Blog ...Impariamo a Cucinare... Sinergia e complessità nell'orto

Sinergia e complessità nell'orto

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Fiori di favaIl metodo sinergico di Emilia Hazelip cerca di sfruttare le interazioni fra vegetali in maniera razionale per migliorare i risultati dell'orto e per farlo in maniera ecologica.
In maniera simile Sepp Holzer ha cercato di replicare le naturali strutture complesse, creando piccoli spazi apparentemente caotici dove specie abituali dei nostri orti casalinghi riescono a coesistere fra piante selvatiche, fiori o quelle che vengono comunemente chiamate erbacce.
Il lavoro e lo studio di questi pensatori della Permacultura ci hanno sicuramente ispirato, pertanto abbiamo cercato di aumentare le specie vegetali nel nostro piccolo orto per aumentare la biodiversità e limitare i problemi di parassiti (noi abbiamo contato almeno 50 diverse specie in una manciata di metri quadrati).

Mentre noi ci indaffariamo a rendere più complesso il nostro tessuto orticolo, i ravanelli crescono a velocità impressionante, e dal primo aggiornamento dell'orto ci sono stati già molteplici raccolti, anche se ben pochi hanno avuto il piacere di raggiungere gli scintillanti piatti di ceramica dove solitamente vengono consumati: Sele ha infatti l'abitudine di cavarli dal terreno e sgranocchiarli allegramente, indifferente al loro sapore piccantino e sicura di non trovare "sorprese" di sintesi chimica.
Vicino ai ravanelli, seminati a scalare a distanza di venti giorni per averne continuamente, ha trovato spazio l'Aneto, una pianta da alcuni definita "necessaria" nella preparazione dei cetrioli sott'aceto e per altri addirittura allucinogena. Alcune tabelle di consociazione ne consigliavano la vicinanza con i ravanelli e noi così abbiam fatto e, in effetti, le striminzite piante cresciute nel semenzaio si sono subito rinforzate nell'orto.

Le fave scoppiano di salute e hanno iniziato a fiorire con il loro riconoscibile colore bianco con sfumature nere e violacee, nonostante un mini attacco dell'afide nero con il suo pastore la formica, subito tamponato con un macerato sperimentale a base di Artemisia (a breve il resoconto dell'esperimento).

I fagioli nani stanno aprendo le loro foglie e arricchendo il terreno con le loro profonde radici in grado di fissare l'azoto. Le carote sembrano non curarsi troppo della vicinanza di portulaca e crescono spedite fra le foglie di felce, mentre il pomodoro spontaneo cresciuto dappresso e già abbastanza grande da richiedere il sostegno di un palo.

Vicino ai pomodori spontanei (rigogliosi) e i pomodori da semenzaio (striminziti), si trovano, in consociazione, 2 versioni di basilico: una comprata e una cresciuta fra le nostre amorevoli cure, a voi la scelta: qual è la più bella?
Sempre vicino ai pomodori ma alternato rispetto alle enormi e resistenti calendule, sta il tagete, pianta in grado di allontanare i nematodi grazie ai suoi essudati radicali.

Basilico comprato Basilico autoprodotto Tagete piccino


Fra i 2 settori vecchi è comparsa un'isola "aromatica" con piantine di salvia, rosmarino, maggiorana, prezzemolo, camomilla, cerea (nome piemontese della santoreggia) e la Stevia Rebaudiana, interessante pianta dolcificante, acquistata in vivaio su imbeccata di TroppoBarba.

Isola di aromatiche Santoreggia - cerea

I piselli nani hanno raggiunto la fioritura come le fave, appoggiandosi da un lato ad un sostegno artificiale e dall'altro al grano nato dalla pacciamatura e alla Stellaria media (il centocchio, una pianta spontanea commestibile ed indicatrice di terreno ricco di nutrienti). Fra i piselli, in una strampalata conosciazione, stanno alcune piantine di fragola, provate da un troppo lungo periodo in un vaso sottodimensionato, ma già in grado di fiorire e fruttificare.

Pisello e fragola

Le lenticchie crescono veloci vicine alla lattuga e alla cicoria mentre dall'altra sponda svetta il peperoncino atipico! L'aspetto non sembra quello di un peperoncino ma io sono sicuro di aver preso i semini da un vecchio peperoncino rinsecchito, possibile che mi sia così rincoglionito? Ad ogni buon conto la nonna ci ha detto che i peperoncini possono assumere aspetto particolare in presenza di clima rigido e a noi non resta che attendere che i primi fiorellini sboccino per togliere ogni dubbio.

Fuori dalla serra ci siamo "ritagliati" un piccolo spazio per dei girasoli e dei ciapinabò (topinambur) appartenenti alla stessa specie ed entrambe di bocca buona per quel che riguarda la qualità del terreno.

Ciapinabò - topinambur
Ultimo aggiornamento Lunedì 14 Maggio 2012 19:38  

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