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Lotta Biologica e Rimedi Naturali Contro la Dorifora

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Dorifora mi mangia la melanzanaAlfine giunse l’oscura minaccia alla felicità e grassezza dell’uomo. Divoratrice  insaziabile di patata e melanzana su tutte, distrugge la parte verde delle piante che diventano  incapaci di far zucchero e nutrirsi: si tratta della Leptinotarsa Decemlineata, per gli amici (purché ne abbia) Dorifora!

Un’insetto neanche tanto brutto, lungo un centimetro o poco più, con corazza liscia di colore giallo-arancio che forse avrete già visto sulla patata o sulla melanzana, o più raramente sul peperone o sul pomodoro (tutte Solanacee).
Informandosi in rete su fonti italiane e anglofone il raccapriccio pian piano diventa curiosità per poi sfociare nell’ammirazione per la prolificità e per l’adattabilità di questa creatura. Chiunque punti alla sostenibilità passando per la resilienza (con scappellamento a destra) dovrebbe avere in cameretta il poster della "nostra".
Infatti questo insetto ha mostrato in passato l’abilità di formare tolleranza verso i veleni chimici che gli venivano spruzzati addosso da schiere di bipedi sapienti che non volevano rinunciare alle patatine fritte e che per questo motivo hanno deciso di combattere la dorifora della patata (e non avevano in mente il metodo biologico o biodinamico).
1952, viene rilevata la prima tolleranza verso pesticidi di sintesi, segnatamente DDT, da allora sono molti i casi di resistenza verso moltissimi pesticidi utilizzati (piretroidi e carbammati) ma non per tutte le specie di dorifora.
Tale predisposizione potrebbe essere motivata dalla genetica predilezione per le solanacee (come molti italiani). Quest’ultime infatti non tenendoci particolarmente a esser divorate e morire producono naturalmente glicoalcaloidi ad alte concentrazioni, rendendosi indigeste per molti ma non per le dorifore che continuano a mangiare  (fino a 10 cm quadrati di foglie per giorno) sbattendosene della chimica naturale o di sintesi. In altre parole, la dorifora è un esempio di come un'insetticida non faccia altro che portare più problemi di quanti ne possa risolvere.



Anche la storia della dorifora è affascinante: viene infatti presentato un suo possibile utilizzo come arma alternativa dall’esercito americano verso quello tedesco per lasciare i crucchi senza kartoffel. Si tratta di una versione smentita da altre che parlano di una prima presenza europea della Dorifora già nella seconda metà del 1800.
Ciò che non è in discussione è la sua origine americana (l’ammericani la chiamano Colorado Potato Beetle) e la sua risalente predilezione per qualsiasi pianta che gli scienziati chiamino Solanum qualcosa.

La sua diffusione è, oramai, globale essendo presente su una superficie di almeno 14 milioni di Km2 (dati aggiornati al 1991); basti pensare che l’Impero di Alessandro Magno non arrivò nemmeno ai 6 milioni di Km2.

Abbiamo visto che una lotta con prodotti chimici di sintesi non è efficace sul lungo periodo, se si vuole comunque provare questa via è consigliabile non utilizzare mai con continuità lo stesso prodotto o prodotti della stessa tipologia ma variare per non consentire alla Dorifora una risposta agevole. Naturalmente così facendo si indebolirà la dorifora ma si finirà per distruggere un larghissimo spettro di creature per indebolirne una. Mi pare ovvio che una soluzione di questo genere non possa dirsi efficiente sul medio-lungo periodo.
Ma allora esistono dei rimedi alternativi? Come dobbiamo comportarci di fronte a tale prodigio della genetica?

- primo rimedio consigliato da più parti è la rotazione su base annuale (per chi come me si è ritrovato la dorifora sulla melanzana perchè migrata da pianta di patate vicine consiglio di saltare al punto seguente): bisogna infatti conoscere il ciclo vitale della dorifora, che sverna nel sottosuolo vicino alla pianta che l'ha sfamata nell'estate/autunno precedente. Quando la primavera arriverà con il suo tepore, la nostra si risveglierà e ricomincierà a riprodursi e a razziare le nostre solanacee. Naturalmente se abbiamo cambiato zona si ritroverà spaesata e, non trovando cibo, si sposterà o sopperirà. Tale rimedio è consigliabile anche considerando che la patata è catalogata fra i forti consumatori e pertanto anche il suolo potrà rigenerarsi con una leguminosa o a maggese.
Però su terreni di piccole dimensioni come il nostro orto spostare la solanacea amata di pochi metri potrebbe risultare comunque irrilevante.
Quanto detto vale soprattutto per la patata, dato che al momento del risveglio potrebbero già esserci piantine di patata ma difficilmente (cioè al meno di zona protetta/riscaldata) si troveranno delle melanzane, e eventuali altre solanacee presenti (forse i primi pomodori) non sembrano stuzzicare tanto l'appetito della dorifora.

- secondo rimedio trovato sul forum permies.com è la consociazione con altre piante: apparentemente aglio, cipolla e fagiolo aiuterebbero ad allontanare la dorifora dalle nostre piante. Particolarmente efficace sembra essere una pianta selvatica: il Rafano.

Edovum puttleri- terzo rimedio, e vera e propria lotta biologica, è favorire la presenza o acquistare direttamente insetti antagonisti come Edovum puttleri un imenottero originario della Colombia (contro il campione straniero dobbiamo anche noi avere un campione straniero) che infesta le uova della dorifora deponendovi le proprie uova all'interno; purtroppo questo imenottero non sembra gradire il nostro clima (alcuni tests sono stati effettuati dall'Università di Perugia) ma possiamo sempre sperare nel riscaldamento globale e giocare d'anticipo.
In Italia è risultato efficace l'uso di 2 batteri: Bacillus thurigiensis kurstaki e tenebrionis, tanto cari agli amici della Monsanto, che possono facilmente essere acquistati. Si tratta di un batterio sporigeno che in ambiente basico (come l'intestino della Dorifora) causa mal di pancia e inappetenza fino alla morte (un po' come la Tenia cantata da Elio e le Storie Tese).
Anche la Lebia grandis mangia le uova e le larve di Dorifora e, sebbene non abbia trovato fonti di suo uso in Italia, è già utilizzata in Nord America in presenza di clima simile al nostro (quindi se volete aprire un commercio potrebbe essere la vostra occasione per diventare finalmente ricchi e tristi).
O ancora la Beauveria bassiana, un fungo che parassitizza molti insetti fra i quali "il mostro della patata", oppure le microspore della Nosema Leptinotarsa.

-quarto rimedio, ma solo una fonte lo cita, sarebbe l'uso di tacchini e di faraone, grandi divoratori di dorifora. Nessun dato a riguardo e nessuna certezza che non preferiscano la verdura o gli ortaggi alla bestia della patata.

- quinto rimedio, una pesante pacciamatura. Viene consigliato su 2 fonti, sulla base di un ragionamento lineare: tu vai a dormire sottoterra? Io ti tumulo con chili e chili di sfalcio o altra materia organica così da allungarti eternamente il riposo. Pacciamature pesanti effettuate nel periodo sbagliato possono però portare a coprir troppo la terra quando dovrebbe essere scaldata dai raggi di sole primaverile, ma più in generale garantiscono una vitalità al terreno che (almeno nella speranza) dovrebbe garantire concorrenza biologica.

-sesto rimedio, utilizzare cultivar resistenti: fra le consigliate Yukon Gold o Russet Burbank (ma si tratta di varietà NordAmericane), mentre in uno studio italiano condotto nei primi anni Ottanta risultava particolarmente resistente una varietà di Melanzana chiamata "Mostruosa di New York violetta" oltre al Solanum sisymbriifolium.

-
settimo rimedio, controllo manuale: se le piante non sono molte e l'infestazione non è particolarmente grave potete procedere a raccogliere ed eliminare la dorifora manualmente. Richiede tempo ma non è difficile nè schifosa dato che la Dorifora (per ora) non emette puzza comefa, ad esempio, la cimice comune.

Fino ad ora mi sono limitato a controllare manualmente la dorifora date le poche piante e il loro numero limitato, su suggerimento di Sele, potrei provare un macerato di cadaveri di Dorifora che potrebbe allontanare con il suo odore le Dorifore ancora vive.

Fonti: Saggio di Fiume, Studio Edovum Puttleri, Permies.com, Studio Nosema Leptinotarsia, Sito dedicato alla dorifora, Studio bacillum thurigiensis

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Se pensi che siano un mucchio di vaccate e vuoi sterminare la dorifora con la chimica di sintesi... esci immediatamente e non farti più rivedere!

Last Updated on Thursday, 09 January 2014 15:05  

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